Antonio Gentile
Antonio Gentile
Dettaglio
Antonio Gentile
Antonio Gentile
Dettaglio

Dal 17 ottobre 2011 all'11 novembre 2011
Vernissage martedì 18 ottobre 2011 

Antonio Gentile con la sua performance alla Galleria BIM di Lugano”OPERE-1971/2011” ci conduce ancora in un percorso che lo vede protagonista di una ricerca, ormai confermata da tutta una serie di riconoscimenti in varie località italiane e straniere. Tra le Mostre più recenti ricordiamo il Museo di Arte Plastica “Joan Slavici” di Arad in Romania,il Museo Civico Palazzo Lazzarini di Morrovalle,la Villa Gualino a Torino,il 150° anniversario Italia Unita-Ministero Beni Culturali e Centro Diffusione Arte Palermo ed il Salone del libro 2011 al Centro Espositivo Oval Lingotto di Torino.

L’opera di Gentile è contrassegnata da una genesi molto articolata come dimostrano, più di tante parole, le opere presenti in questa rassegna,dalla incisione su rame di Gloria Guida,alle tele ad olio e acrilico,alle sculture-graffiti su legno,disegni a matita,fotografia,ai ritratti incisi per la Mostra “Woman”alla Villa Amoretti di Torino,fino alle opere più recenti.

L’attuale rassegna dimostra, anche a chi non ha mai conosciuto Antonio Gentile, la sua straordinaria capacità di tentare approcci a tecniche e materiali anche molto diversi, riversando in un tracciato poetico in continua evoluzione una ricerca poetica che invoca un approdo.
“Trovare” è l’imperativo categorico di Gentile: ma trovare che cosa? Forse una risposta alle sue istanze più profonde in cui l’uomo e l’artista sono una cosa sola e dove è difficile scindere l’esperienza quotidiana dal “fare” arte.

Come dimostra con grande autenticità nelle vivissime pagine della sua autobiografia raccolta nel catalogo edito dalla Città di Moncalieri con la Mostra Antologica “Appunti di Viaggio”del 2004, Gentile ha affrontato con notevole disinvoltura varie forme d’arte, passando dalla musica alla scultura, dal teatro alla poesia, assumendo atteggiamenti ora “dadaisti”, ora rigorosamente accademici. Comunque il suo desiderio forte è stato soprattutto quello di dare libero spazio al suo sentire, alla sua personale ricerca della bellezza e del contatto umano.

Che si tratti di un’incisione su rame strutturata secondo canoni scanditi da regole e formalismi, o di un’installazione o di una grande tela realizzata con la massima libertà senza limiti di alcun tipo sul piano costruttivo, Gentile è sempre capace di essere originale.

C’è qualcosa di magico nel suo fare: e il riferimento al mago non è certamente casuale, in quanto da sempre nel lavoro dell’artista avviene qualcosa che assomiglia ad una trasformazione quasi esoterica grazie alla quale l’idea si fa pittura.

Il suo studio, quasi una camera delle meraviglie, un mondo fuori dal mondo e forse in collegamento con altri “mondi”, non è solo un’officina, una bottega un po’ particolare che a tratti trasuda l’immagine più tipica dell’artigiano, è un universo privato che conserva misteri negati alla maggioranza. Miscele impenetrabili di colori, armamenti per dimensionare l’incontrollabile circonvoluzione delle luci.

Massimo Centini

Ma non sono necessarie caotiche presenze o apoteosi da wünderkammer, per fare grande l’atelier di un artista come Gentile bastano poche cose. Vengono in mente le parole di Baudelaire che, descrivendo lo studio di Delacroix, scriveva: “qualche disegno e qualche copia di mano dello stesso maestro, bastavano a ornare quel vasto spazio, dove una luce tenue e tranquilla creava un’aria di raccoglimento”...

Per Antonio Gentile è stato fondamentale nella sua formazione il rapporto con la corrente chiamata “Presenteismo”. Attraverso questa esperienza l’artista ha ulteriormente amplificato la sua straordinaria capacità di essere elemento aggregante e ha tratto dai formanti contatti con altri artisti, scrittori e critici, l’occasione per confronti e per importanti opportunità di riflessione.

I contatti con il gruppo non sono però divenuti un bozzolo protettivo per Antonio, bensì una strada parallela da percorrere accanto a quella della personale ricerca che l’ha condotto a certificare il ruolo dominate della fede che è espresso limpidamente in numerose delle sue opere. Il ruolo della fede è ancora oggi evidente con grande vivacità, in particolare in alcune installazioni ed incisioni su rame in cui ritorna il tema della croce presentate nel percorso espositivo al Coliseum di New York,alla Sala del Bramante a Roma ed alla Casa Museo Michelangelo nel Paese di nascita del grande Buonarroti.
Osservando l’attività creativa di Gentile, ci si rende conto che sono due i temi dominanti: la fede e la donna. Il primo si sostanzia in un forte riferimento alla figura che Antonio definisce “Dio universale” e trova la sua espressione simbolica più vivida nell’immagine di Cristo, in alcuni casi ridisegnato attraverso le configurazioni suggerite dal simbolismo . Emblematico l’utilizzo del sole, come nell’opera “Cristo che passa in un campo di grano” degli anni Settanta, fino alle più suggestive interpretazioni, sia tecniche che formali, presenti, ad esempio, nell’installazione “Cristo in Luce”e “Trinità”recensite da Marie-Josè Bouscayrol nel Dizionario Enciclopedico “Artistes du XV au XXI siècle”edito nel 2006.

Il secondo tema, quello della donna, si basa su una esaltazione del tema delle fecondità e, afferma l’artista, sulla stretta connessione tra le sue figure angelicate e l’archetipo della Madre Terra, con tutte le implicazioni simboliche che tale connessione implica.

Ricorrente l’uso del rosso, giallo e blu: colori che Antonio correla al suo grande amore per Kandinskij, ma che certamente sono un segno del suo carattere sanguigno, sempre alla ricerca di simboli forti per concretizzare nella figurazione le istanze dell’inconscio.

Gentile, con numerose delle sue opere, in particolare con le installazioni in plexiglas, si pone in modo critico al cospetto dell’irrazionalità dell’uomo: levando la sua voce contro la guerra, l’odio razziale, la povertà.

Nella sua ricerca, ancora una volta, l’arte dimostra di essere il luogo deputato del pensiero mitico, quel pensiero che conduce a rendere credibile l’impossibile, che abbatte le barriere spazio-temporali pur lasciando sempre aperto uno spiraglio attraverso il quale connettersi alla realtà.