Ion Koman
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Dall'1 febbraio 2011 al 31 marzo 2011

Ion Koman è nato a Garaghish (Moldova) nel 1954. Dopo gli studi presso la facoltà di pittura e disegno della scuola di Belle Arti “Repin” di Kishinev si trasferisce a Mosca dove lavora come grafico politico e collabora con alcune case editrici. E' membro dell'Unione dei Pittori e dei Grafici di Mosca.
PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI
1989 Mosca (Russia), Galleria Babushkinskaja
1993 Omegna (Italia), Galleria Carrobbio
1994 Milano (Italia), Associazione Culturale Bertold Brecht
1994 Torino (Italia), Galleria Micrò
1994 Angera (Italia), Il Carrobbio
1995 Asti (Italia), Incontri D'arte
1995 Pordenone (Italia), Studio d'arte Grigoletti
1996 Venezia (Italia), Istituto Rumeno di cultura
1997 Novara (Italia), Galleria Rotaross
1999 Casale M. (Italia), Galleria Rino Costa
1999 Bergamo (Italia), Galleria Rota
1999 Milano (Italia), Studio d'arte Santabarbara
2000 Pordenone (Italia), Studio d'arte Grigoletti
2000 Verbania (Italia), Studio d'arte Lanza
2000 Lugano (Svizzera), Galleria L'incontro
2001 Parigi (Francia), The Connoisseur's Gallery
2001 San Donà di Piave (Italia), Galleria d'Arte Boato
2002 Borgomanero (Italia), Borgoarte
2004 Mogliano Veneto (Italia), Brolo Centro d'arte e cultura
2005 Finale Ligure (Italia), Galleria Bersani
2006 Biella (Italia), presso Deutsche Bank, Galleria Silvy Bassanese
2007 Vittorio Veneto (Italia), palazzo Piazzoni
2010 Mendrisio (Svizzera), Galleria L’angolo
2010 Biella (Italia), Galleria Silvy Bassanese
Opere edite in Italia
1994 - Pacala e Tyndala, Campanotto Editore, Pasian di Prato (UD)
1998 - Ion Koman Painting and Graphic Art, Campanotto Editore, Pasian di Prato (UD)
2001 - Martino e la luna, illustrazioni per la fiaba di Donatella Bisutti, Campanotto Editore, Pasian di Prato (UD)
Note critiche a cura di:
V. Khan-Magomedova, Giulio Martinoli, Miklos N. Varga, Roberto Moroni, Giovanni Quaglino, Marida Faussone, Massimo Centini, Giovanni Viarengo, Enzo De Paoli, Sergej Kuskov, Vitalij Patsjukov, Franz Schilke, Martin Damerau, Edoardo Di Mauro.
Comunicato stampa
Giovedi 3 febbraio 2011 si inaugura la mostra del pittore di origine moldava e di formazione culturale russa Ion Koman. Alle ore 18,00 vi sarà la vernice nella sala della Banca Intermobiliare Suisse SA, Contrada di Sassello 10.
Ion Koman è un artista abitato dalle sue figure, siano esse felici o disperate, ironiche o grottesche, e, come un grande prestigiatore, le fa apparire e sparire, fuggire o intrattenersi in giochi e danze, facendole scaturire dal suo immaginario e dalla maestria delle sue mani. Il suo mondo creativo si suddivide in due fasi reversibili: quella dalla presenza della figura e quella dell'assenza. La comparsa o sparizione del soggetto umano motivano anche il ritmarsi della mostra in due fasi diverse, riflessi opportunamente dalla documentazione delle opere nel catalogo pubblicato per l'occasione. Tale transito è di ordine poetico, espresso nel linguaggio del segno-disegno, della luce-colore, ad olio e acrilico su tela tavola, ad acquarello su carta, nel linguaggio del velo-disvelamento, che mette in distanza il soggetto, appena affiorante da un mare di luminosità iridate, ai limiti della percezione.
L'opera pittorico-concettuale di Ion Koman trova oggi la sua centralità nel rapporto tra /soggetto/ e /vuoto/, tra /presenza/ ed /assenza./ Una minifigura di donna dipinta compare al vertice di un triangolo rivolto verso il basso; una coppia, rinviante alla possibile rappresentazione iconografica di Adamo ed Eva, si intravede appena al di là del breve taglio di una sottile e sensibile superficie di carta pittoricamente iridata, tesa come una pelle di tamburo. Dopo le affabulazioni visive di ascendenza breugeliana e boschiana dei tardi anni Settanta e degli anni Ottanta, dove figure allucinate si muovono all'interno di spazi rinvianti a Escher, dopo il ciclo, nominalmente e matericamente emblematico, delle /Finestre/, elaborato nella prima metà degli anni Novanta, l'artista approda a un'espressione minimale, a dominante bianca, dove il fondo pittorico è lievemente discosto dal primo piano cartaceo, con l'esito di una messa in distanza fisica e metafisica del soggetto e del concetto. L'artista rappresenta lo scenario dello smarrimento dell'uomo nel mondo, il suo continuo spostamento, ora casuale ora fatale, su un orizzonte fenomenico dove tutto può accadere.
È a partire dalla scansione ritmica degli interstizi che prende senso e vitalità un micro personaggio del folclore popolare, di antica tradizione moldava e russa, organizzato in formazioni triangolari o quadrate, spiraleggianti o allineate,colto e ripetuto, non senza ironia, nelle sue minime variazioni di postura.
Koman è un pittore capace di attingere allo splendore come al rigore della tavolozza cromatica, è un disegnatore di forme arcaiche e avveniristiche, pronto a lavorare l'intensità della materia come ad astrarre in cerchi, triangoli, spirali, i labirinti della forma, sotto le pulsioni di un immaginario in cui la malinconia dorata e visionaria dell'Europa dell'Est si coniuga con quella più cupa e monocroma dell'Europa d'Occidente. L'incanto fiabesco e surreale di miti, riti e leggende mitteleuropei, si confronta con la dimensione disincantata del giorno dopo giorno, di un'inesausta corsa verso un obiettivo sempre differito.
L'opera di Ion Koman, anche nella recente soluzione minimalista, si presenta come l'inesauribile deposito di memorie dell'/epos/ di un popolo accanto a quello insondabile della psiche di un individuo, animato e formato sull'interazione di molteplici culture.