Anna Ruggeri
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Dettaglio
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Dall'1 aprile 2011 al 31 maggio 2011

Il vernissage avrà luogo giovedì 7 aprile 2011 dalle ore 18 alle ore 20
Principali esposizioni:
Roma, 2001 - Palazzo Valentini per la collettiva «Il lupo italiano»
Porza, 2004 - D.P. Arredamenti
Piacenza, 2005 - Croscasa - Galleria Malair
Roma, 2005 - Mostra Tre - Galleria Cà d’oro
Milano, 2006 - Spazio Nella Longari
Piacenza, 2007 - Associazione Amici dell'Arte
Titoli: Energie e Misteri
Le principali tematiche, quella Cosmica e quella Pompeiana, nascono dalla sua necessità di ricerca dell’Io, quello interiore come galassia sempre da esplorare e quello delle proprie radici come mezzo di indagine di un passato documentato ma sempre misterioso.
Stile pittura: olio più volume
Misure: cm 100 x 100, 100 x 120, 100 x 150

Testo critico

SPAZIO E MATERIA

Lo spirito si traduce in gesto, talora in simbologia ectoplasmatica: Anna Ruggeri riversa sulla tela quelle intime pulsioni che non si riescono a descrivere col semplice aiuto delle parole. Nella sua Maternità cosmica del 2004 il seme della vita si identifica col seme della conoscenza di sé e del mondo che ci circonda. Ma all’artista di origine piacentina non interessa descrivere neppure col pennello, a lei preme trasmettere in particolare quelle emozioni tattili e visive che riguardano il territorio della percezione. Infatti l’anno seguente l’embrione vitale appena citato diventa il fulcro di un vortice che diffonde attorno a sé un’energia dilatata da una materia palpabile da modularsi in un divenire monocromatico. Questa materia cresce dunque in toni di seduzione. Già in Cosmo 1 del 2005 appare il fantasma di Marc Rothko che per lei significherà un punto di riferimento imprescindibile tanto da dedicargli un intero ciclo di lavori nel 2008 e nel 2009 che non hanno tanto la pretesa di rivaleggiare col grande maestro statunitense quanto di scavarne l’anima per assorbirne i segreti. Nel frattempo ogni riferimento pseudofigurale era scomparso: in superficie emergeva solo quel movimento circolare ripetuto, scavato nella sostanza con le dita a certificare la memoria di un segno che diffondeva un’eco palpabile nella sua espansione radiale. Un modo per sottolineare il continuo aggancio con l’origine di tale pulsione da ricercarsi negli angoli più reconditi dell’inconscio.
Torniamo per un attimo alla serie intitolata Omaggio a un maestro dove è possibile riscontrare una duplice lettura: il recupero dell’atmosfera rarefatta, tipica dei modi di Rothko, nei confronti e nei contrasti tonali, e una progressiva granulosità che conquisterà la massima evidenza in Forma e materia 1 del 2010. Qui la materia sembra lievitare sulla base che l’accoglie riuscendo a disegnare increspature capaci di determinare brevi racconti magmatici: nella circostanza la luce raccoglie e distribuisce tali varianti inserite nel rigore strutturale della composizione. In Conscio e inconscio1 e 2 la divisione in senso diagonale o verticale dello spazio coincide con l’indicazione di un momento solare da porre a confronto e a contrasto con un timbro notturno a significare opposte situazioni emotive che una linea rossa di divisione cerca di rimarcare. In una simile circostanza le ripetute increspature e i moti circolari di sostegno offrono un argomento aggiuntivo di sofferta e introversa narrazione. Nel trittico Energia e mistero l’impasto del rosso fa emergere centralmente tre vortici sovrapposti che ritornano a indicare la forza propulsiva della carica psichica nel gesto pittorico di Anna Ruggeri, un gesto ascensionale che trova equilibrati riscontri nei pannelli laterali a fornire equilibrio al criptico messaggio che dovrebbe accendere nell’osservatore interrogativi esistenziali e comportamentali.
In chiusura viene documentata la svolta concettuale e formale affrontata di recente dalla nostra autrice. In un simile distillato contesto creativo entra infatti prepotentemente in gioco l’immagine rappresentata da scene di quella vita pompeiana elargita dagli affreschi della celebre località sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Tali frammenti vengono inseriti a collage nel corpo dell’opera. Un improvviso desiderio di provocazione? Il rigurgito di una figurazione fino a oggi trattenuta nel fondo dell’anima e venuta a galla al seguito dei celebrati movimenti a spirale? Nulla di tutto questo. È più semplicemente un modo di interrogare il nostra tempo attraverso le lezioni del passato.
Anna Ruggeri ha constatato infatti come certe sue composizioni astratto-informali acquisissero un opportuno alimento da una sostanza pittorica che le proveniva da una memoria sedimentata dai secoli, tramandata dai cromosomi che ci determinano. Questa sua espressione partorita dall’inconscio ( si rivedano in particolare i due dipinti intitolati Forma e materia ) fa da sfondo anche a Pompei 1 e a Pompei 2. E si lega cromaticamente alle figure, come a voler riproporre quell’ambiente pompeiano. In tal modo il presente e il passato si incontrano e si fondono per promuovere ulteriori quesiti a cui la ragione non sa fornire esaurienti risposte. Tocca dunque all’arte, come è successo tante volte nel passato, lanciare il sasso nello stagno dell’omologazione o dell’ovvietà, dove tutto deve seguire una logica palpabile. Con Anna Ruggeri l’unica logica palpabile è quella decretata dai suo dipinti che si fanno indagare con sguardo tattile e non ci consegnano soluzioni facilmente acquisibili ma pongono domande esistenziali a cui ciascuno deve rispondere con la propria sensibilità e col personale desiderio di intima conoscenza. Perché questo è il ruolo educativo dell’arte a cui nessuno può sfuggire, a cominciare proprio dall’artista.
Luciano Caprile